Il Progetto

IL PROGETTO IN POCHE PAROLE

L’idea di base

The Stream è la rappresentazione del flusso emozionale di una comunità interconnessa in tempo reale.
Il progetto artistico si basa sulla rappresentazione del flusso emotivo di una comunità di persone connesse alla Rete, un’opera multimediale ed interattiva, in cui il contributo di ogni “utente” connesso viene convogliato in tempo reale in un flusso di immagini digitali, la condivisione di uno spazio virtuale nel quale ognuno diventa parte dell’opera  stessa, un “flusso” libero di espandersi nel tempo senza soluzione di continuità.

Il flusso, composto dai contributi, connotati emotivamente, è rappresentato utlizzando il linguaggio della matematica dei frattali per generare delle immagini che si modificheranno in funzione del flusso stesso.

L’opera intende sondare i concetti di emozione e identità in una realtà fluida ed in rapido cambiamento, un mondo interconnesso nel quale l’uso della tecnologia crea una sorta di nuova identità digitale, una diversa modalità di socializzare e rappresentare se stessi verso l’altro.
L’identità intesa come memoria delle esperienze emozionali che rivelano chi siamo, le nostre emozioni nei nostri ricordi.
Scegliere un’immagine significante ed un colore espressione dell’emozione, rende l’interazione con l’opera d’arte un processo di riflessione sul proprio stato emozionale.

MODELLI DI RIFERIMENTO

PLUTCHIK e la teoria psicoevoluzionistica delle emozioni (1958)

I presupposti di base del modello di Plutchik sono esposti nel manuale “Psicologia e biologia delle emozioni” (1995).

Plutchik definisce un set di 8 emozioni primarie: “Gioia”, “Fiducia”, “Paura”, “Sorpresa”, “Tristezza”, “Disgusto”, “Rabbia”, “Curiosità”.

Il set di emozioni si estende a 24 identificando un aumento dell’intesità di ognuna delle 8 emozioni di base.

Immagine di rappresentazione da 8 a 24 emozioni.

Approfondisci : Robert Plutchik

KANDINSKY ed il colore delle emozioni

Risale al 1910 uno degli scritti più singolari ed importanti per l’universo artistico del ‘900: Lo spirituale nell’arte di Wassily Kandinsky. Questo, tra tanta bibliografia con cui si teorizzano i moti dell’anima che vengono  mossi dai colori.
Secondo Kandinsky un colore può essere caldo o freddo, chiaro o scuro ed ha quindi 4 suoni principali: caldo-chiaro, caldo-scuro, freddo-chiaro, freddo-scuro. Vi si possono poi aggiungere molteplici altre sfumature o “movimenti” datosi che un colore può essere centrifugo e quindi uscire dalla tela, così come centripeto inducendo quindi emozioni di introspezione. E poi ancora immobile suggerendo un senso di stabilità, di contro all’instabilità di altri colori. Di qui nascono le nostre associazioni tra colore ed emozione, riportate al  modello di Plutchick.

Tabella di riferimento associazione colore – emozione:

Approfondisci: Wassily Kandisky

MANDELBROT e la teoria dei frattali

« Si ritiene che in qualche modo i frattali abbiano delle corrispondenze con la struttura della mente umana, è per questo che la gente li trova così familiari. Questa familiarità è ancora un mistero e più si approfondisce l’argomento più il mistero aumenta »

Benoit Mandelbrot

Albero frattale

 

Il padre della teoria dei frattali è considerato Benoit Mandelbrot, che per primo formalizzò le proprietà di queste figure, prima di lui considerate degli oggetti eccezionali, “mostri matematici”; diversi frattali classici sono infatti stati descritti da celebri matematici del passato, come Cantor, Peano, Hilbert, von Koch, Sierpinski, ma fu solo con The fractal geometry of nature che essi trovarono posto in una teoria unificata.

La natura produce molti esempi di forme molto simili ai frattali. Ad esempio in un Albero (soprattutto nell’abete) ogni ramo è approssimativamente simile all’intero albero e ogni rametto è a sua volta simile al proprio ramo, e così via; è anche possibile notare fenomeni di auto-similarità nella forma di una costa: con immagini riprese da satellite man mano sempre più grandi si può notare che la struttura generale di golfi più o meno dentellati mostra molte componenti che, se non identiche all’originale, gli assomigliano comunque molto. Frattali sono presenti anche nel profilo geomorfologico delle montagne, nelle nubi, nei cristalli di ghiaccio, in alcune foglie e fiori. Secondo Mandelbrot, le relazioni fra frattali e natura sono più profonde di quanto si creda.

Approfondisci: Benoit Mandelbrot